Compostaggio domestico

“Prima dell’era del petrolio il “rifiuto” organico è sempre tornato rapidamente nel ciclo degli elementi sotto forma di concime. Quanto considerato “rifiuto” diventava ghiotto banchetto per batteri, funghi, vermi e insetti. Nel giro di qualche settimana il mucchietto si riduceva da sè, lasciando al suo posto una preziosa eredità di humus: carbonio, azoto, fosforo, potassio…nuovo nutrimento per i vegetali circostanti. […] Quindi, se avete un pezzetto di terra, vi prego, fate il compost”

(L. Mercalli – Presidente Società Meteorologica Italiana in “Il Compostaggio Domestico – tecniche e consigli utili” – ed. ERICA soc. coop. 2007)

Il compostaggio domestico è la riproduzione di un processo che la natura compie da sempre e sempre compostcompirà: la trasformazione di sostanze organiche – considerate scarto – in humus… è il normale ciclo della vita, che naturalmente non produce scarti, ma riutilizza ogni singola porzione di materia.

Il compost altro non è che una sorta di humus, un fertile alleato per concimare e ridonare sostanza organica ai nostri terreni.

I vantaggi del compostaggio sono ormai noti e, parlando di valorizzazione di rifiuti, non si può prescindere dalla discussione sulla pratica del compostaggio domestico (o autocompostaggio).

Chi ha a disposizione un giardino o uno spazio verde può praticare l’autocompostaggio…le tecniche e gli strumenti a disposizione sono tanti: è sufficiente scegliere quello più adatto alle proprie esigenze:

  • il CUMULO: adatto per chi ha a disposizione grandi spazi. “Lo si può immaginare […] come un serpentone alto non più di un metro, un metro e mezzo, che si allunga mano a mano vi si apportano gli scarti organici di casa, dell’orto e del giardino.” (“Il Compostaggio Domestico – tecniche e consigli utili” – ed. ERICA soc. coop. 2007)
  • la FOSSA: anch’essa si adatta a grandi spazi e, rispetto al cumulo, ha il vantaggio di essere più nascosta e discreta. La fossa, tuttavia, richiede un intervento di preparazione, che consiste nel predisporre una buca nel terreno per una profondità di circa 30 – 40 cm e con diametro variabile in ragione della quantità di rifiuti da conferire.
  • la COMPOSTIERA (o composter): adatta per chi ha a disposizione spazi limitati. Essendo chiusa, è esteticamente meno impattante delle precedenti soluzioni e consente di ridurre l’emissione di odori. Ha una volumetria generalmente ridotta, pertanto, può contenere moderate quantità di rifiuti.

ACEA da anni promuove la pratica del compostaggio domestico con iniziative volte ad agevolare l’impegno dei Cittadini, ed in particolare:

Consigli pratici

Per attuare correttamente il compostaggio domestico ed ottenere un prodotto di buona qualità è necessario tenere presente alcune condizioni generali. I suggerimenti riportanti di seguito non possono, né vogliono essere esaustivi, ma hanno l’obiettivo di fornire alcune indicazioni di massima per condurre il compostaggio in modo soddisfacente.

  • il materiale che concorre alla formazione del cumulo deve essere idoneo al compostaggio. Evitare, quindi, il conferimento di rifiuti non biodegradabili. La cosiddetta “frazione verde” (rifiuti provenienti dall’orto o giardino) e gli scarti da cucina sono prodotti in linea di massima ottimali. E’ bene, in ogni caso, intervallare rifiuti più pesanti ed umidi (es. scarti da cucina, sfalci d’erba ecc…) a materiali più leggeri, che fungono da strutturante e permettono l’aerazione della massa (es. foglie e rami secchi, ecc…). Inserire in minima quantità aghi di pino o legno di conifere in genere, in quanto sono compostabili in cicli di tempo lunghissimi e rischiano di rallentarne il processo. Preferire scarti di origine vegetale a quelli di origine animale (carne cruda o cotta, ossa ecc…), che rallentano e rendono più difficile il processo, aumentando il rischio di insorgenza di cattivi odori (la carne, inoltre, attira gli animali).
  • l’ambiente che circonda il materiale deve essere favorevole. Il materiale in decomposizione non dovrebbe essere esposto a fonti dirette di luce e calore (sole) d’estate, mentre d’inverno preferibilmente sì. E’ consigliabile individuare un luogo riparato dalle intemperie (es. sotto le fronde di un albero) e accessibile comodamente con attrezzi da giardino. E’ opportuno rivoltare la massa di tanto in tanto, per favorire il processo di degradazione. Anche l’umidità ha la sua importanza e per verificarla in modo empirico è sufficiente “strizzare” con la mano il materiale posto a maturazione: se il palmo rimane lievemente inumidito, il tasso di umidità è corretto.
  • i microrganismi: all’interno del cumulo, della fossa o della compostiera è indispensabile riprodurre un ambiente favorevole all’azione dei microrganismi responsabili del processo di compostaggio. E’ pertanto normale ed opportuno rilevare nel materiale in decomposizione lieviti, muffe, funghi e piccoli lombrichi, che dimostrano il corretto stato di maturazione del cumulo. L’eventuale presenza di insetti è, al contrario, sintomo di una cattiva conduzione del materiale.

Informazioni più dettagliate ed esaustive possono essere reperite durante i corsi di compostaggio organizzati da ACEA o tramite il materiale informativo disponibile.

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